La testata di Zidane diventa un marchio

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 «La testata di Zidane a Materazzi? Credo che possa diventare un buon affare». Questo pensa Zhao Xiaokai, manager quarantaduenne di una piccola agenzia pubblicitaria a Pechino nonché appassionato tifoso dell’Italia agli ultimi Mondiali di calcio. Dopo avere festeggiato la vittoria azzurra da buon professionista ha subito riflettuto su come e che cosa ricavare da quella fantastica serata berlinese. E che c’era di meglio della capocciata rifilata dal nervosissimo campione francese al nostro difensore? «Un evento del genere resta impresso nel tempo, sarà ricordato per anni da centinaia di milioni di telespettatori, di appassionati, di consumatori in ogni angolo del pianeta». Dunque, Zhai Xiaokai si è messo al lavoro e ha disegnato il logo che riproduce il fattaccio. Nel grafico i volti di Zidane e Materazzi sono nascosti «allo scopo di aggirare la tagliola dei diritti d’immagine» ma i contorni della scena sono molto chiari.

Una fotocopia della violenta zuccata. Per evitare spiacevoli incidenti di percorso con eventuali maestri della contraffazione, molto attivi in Cina, il pubblicitario si è precipitato all’ufficio marchi e per la modica spesa di 2000 yuan (circa 200 euro) ne ha chiesto la registrazione. Se le autorità daranno il via libera metterà la sua creazione sul mercato e chi se la vorrà aggiudicare dovrà versargli una cifra di un milione di yuan (centomila euro).

«Credo che ne siano interessate le aziende dell’abbigliamento sportivo e quelle della produzione di birra». Per quale motivo proprio la birra? «Perché le partite, almeno qui in Cina, si guardano con un boccale di birra davanti…» Non è mica finita qui. Il manager ha pensato anche di realizzare una ventina di statue da vendere per 100 mila yuan (10 mila euro). «Lo stampo d’argilla è già pronto, lo ha preparato un professore della facoltà design industriale all’università di Pechino». Quando le vedremo? «Presto, molto presto». Prima che entrino all’opera i falsari.

 

Fabio Cavalera

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